Progetti di ricerca

Ricerca-azione con metodologie etnografiche: restituzione, follow-up, riflessività

Tipologia finanziamento Istituzionale

Ambito disciplinare Sociologia

Ente Finanziatore ATENEO - Attività di Ricerca Istituzionali (EX 60%)

Data avvio: 30 September 2013

Data termine: 30 September 2016

Durata:

Abstract:

Il presente progetto ha l’intento di mettere in atto un percorso di follow-up e di valutazione ex-post della ricerca/form-azione “La cura delle relazioni di cura e il consenso” realizzata negli anni passati attraverso una convenzione tra l’Azienda Ospedaliera di Padova e l’allora Dipartimento di Sociologia dell’Ateneo di Padova. Si trattava di una ricerca conoscitiva, ma, al contempo con intenti “di servizio” promossa dal Comitato Etico dell’Azienda e in particolare dal Gruppo Operativo che opera sul tema di quello che viene comunemente chiamato “Consenso Informato”. Il mandato proponeva di esplorare la tematica del consenso nell’ambito di un percorso che portasse a conoscenza le dinamiche di interazione tra “operatori della cura” (medici “strutturati” e “specializzandi, infermieri, operatori socio-sanitari, Direttori, Coordinatori e varie altre figure) e persone che – da sole o insieme a cerchie relazionali di differenti estensioni – si rivolgono al servizio ospedaliero per ricevere cure. Il fuoco dell’attenzione era rivolta all’esplorazione dei rituali delle quotidiane attività lavorative. Richiamando per sommi capi il lavoro svolto, dobbiamo innanzitutto ricordare lo stile con il quale è stato realizzato. Si tratta di uno stile dialogico che mette al centro le interazioni e le responsabilità dei differenti attori in gioco, la consapevolezza di ciascuno; inoltre, cerca – su un piano epistemologico – di contemperare aspetti sia della prospettiva induttiva, sia di quella induttiva, nell’alveo di ciò che altri chiamano “abduzione”. L’assioma di fondo del progetto può essere così riassunto: “non si insegna a comunicare: si tratta di accorgersi delle proprie mosse comunicative e assumersene la responsabilità”. Concretamente il lavoro si è realizzato attraverso la presenza nei 3 reparti scelti di comune accordo con la Direzione Aziendale nell’ambito dei reparti di medicina, di otto ricercatori che hanno dato vita a un’intensa ricerca etnografica. L’èquipe di ricerca ha partecipato a tutte le attività di reparto per un periodo della durata di quasi 6 mesi. Inoltre, sono state intervistate tutte le persone (poco meno di 200) che lavorano nelle 3 unità operative. Da ultimo, non per importanza, sono state realizzate delle innovative e sperimentali attività – le “Rappresentazioni Dialogiche” – che hanno visto gli operatori della cura direttamente protagonisti nella costruzione in comune della rappresentazione delle loro esperienze di interazioni intorno ad alcune situazioni evidenziate come problematiche nelle tappe precedenti dell’indagine. L’intento di fondo di tale lavoro, oltreché a raccogliere altri elementi di conoscenza, è stato quello di generare consapevolezza in ciascun componente e al gruppo nel suo insieme delle modalità con le quali ciascuno partecipi a costruire le dinamiche di interazione. Tali attività, sulle quali non ci soffermiamo nei dettagli, rientrano nell’alveo dei role-play, degli psico e sociodramma, dei T-group e di altre analoghe pratiche formative, ma presentano alcune innovative caratteristiche, mantenendo, come detto, anche un intento conoscitivo, di ricerca (tant’è che sono state tutte video-registrate con il consenso dei partecipanti). Ciascun operatore ha partecipato a due incontri: il primo di carattere intra-professionale, il secondo inter-professionale. A ciascun incontro hanno partecipato operatori provenienti dai 3 diversi reparti, quindi mescolando esperienze provenienti da ambienti organizzativi differenti. Al termine del lavoro è stata fatta una prima restituzione ai vari operatori ed è in preparazione un convegno di carattere internazionale. La proposta qui presentata e per il quale si chiede il finanziamento mira alla realizzazione di un percorso da realizzarsi in 3 tappe. La prima ha l’intento di ricucire il percorso fatto con il progetto precedente con quanto avvenuto nel frattempo; ossia, si tratta di riproporre, in estrema sintesi, i nodi che erano emersi sia sul piano conoscitivo sia su quello formativo in modo da avviare le tappe successive. La seconda tappa, intende riproporre le “Rappresentazioni dialogiche”, anche questa volta in due momenti uno intra-professionale, il secondo inter-professionale. La riproposizione permette di passare da quella che può essere considerata come la fase sperimentale (nella quale i protagonisti si sono trovati coinvolti per la prima volta) a una fase nella quale l’essere già abituati alle modalità consente di andare maggiormente in profondità sugli aspetti problematici, come sui punti di forza delle interazioni. L’idea è, però, ora di introdurre due aspetti che modificano in modo significativo la cornice entro cui tali esperienze prenderanno corpo. La prima modifica riguarda il fatto che tali rappresentazioni verranno ora realizzate in ciascuna Unità Operativa, ossia tali esperienze assumeranno ancor più le caratteristiche di ciò che in letteratura viene chiamato processo di “team bulding”. Si tratta di una scommessa che rende il progetto più complesso. Mantenendo, ancora una volta, l’intento di ricerca conoscitiva, rinforza l’aspetto formativo e trasforma l’occasione da “palestra” a basso impatto sulla realtà quotidiana, a luogo dove si manifestano le tensioni relazionali e organizzative, incluse quelle riguardanti le dinamiche di potere, alleanze, eccetera… Il secondo cambiamento riguarda il fatto che si intende sin da subito introdurre il tema della valutazione dell’impatto di tali attività – e della precedente ricerca-azione – come elemento costitutivo entro cui si inscrivono tali interventi. Momento valutativo che rappresenta la terza tappa del lavoro. Senza entrare nei dettagli delle modalità di valutazione, dato il limitato spazio a disposizione, possiamo qui delineare alcuni principi di fondo e alcune tappe essenziali del percorso. Innanzitutto, va detto che si tratta di una vera e propria sperimentazione del processo valutativo, in qualche modo, quindi, con le caratteristiche di una ricerca. È decisamente raro se non addirittura sconosciuto il caso di un processo di valutazione d’impatto di una ricerca qualitativa di carattere etnografico con compreso al suo interno momenti formativi, per di più con le caratteristiche sopra accennati. L’elaborazione e l’utilizzo di indicatori qualitativi rappresenta una sfida di carattere decisamente innovativo. Le modalità che paiono più adeguate fanno propendere per l’idea di procedere, anche qui, con due passaggi. La valutazione di un percorso così complesso e innovativo quale quello della “cura delle relazioni di cura e il consenso” richiede, costitutivamente e coerentemente con lo stile dialogico con il quale è stato realizzato, di coinvolgere in prima persona i protagonisti dei contesti lavorativi nel processo di individuazione ed elaborazione degli indicatori e delle modalità di valutazione. Sono i “membri dell’ethnos” – come si dice nel linguaggio etnografico – gli esperti di ciò che avviene nella loro vita quotidiana e quindi va riconosciuto a loro tale caratteristica di expertise. Soltanto loro possono giungere a indicare a noi, ma soprattutto a se stessi – come singoli e come collettività – (e a ogni attore organizzativo interessato alla questione) quali siano gli aspetti da mettere in rilievo per constatare quanto, dove e come tale percorso sia servito, nel senso proprio del “servizio” reso. Si tratterebbe allora di dar vita a una serie di modalità – da individuare in modo processuale e partecipato – per accompagnarli in un percorso di trasformazione (ancora una volta) da esperti, in esperti e consapevoli dei modi per evidenziare le eventuali trasformazioni generate. Soltanto dopo una messa in comune dei criteri di rilevanza da adottare per un’efficace valutazione, è possibile dar vita a un sensato processo di valutazione le cui risultanze possano davvero ritenersi adatte a descrivere quanto avvenuto, rispondendo in questo modo alle necessità di tutti gli attori coinvolti.