Progetti di ricerca

Psicologia sociale dei richiedenti asilo: shock culturale, rotture biografiche e questioni di genere

Tipologia finanziamento Istituzionale

Ambito disciplinare Psicologia Applicata

Ente Finanziatore ATENEO - Attività di Ricerca Istituzionali (EX 60%)

Data avvio: 30 September 2013

Data termine: 30 September 2016

Durata:

Abstract:

La presente ricerca si focalizza su un settore delle istituzioni italiane che, negli ultimi anni, è stato interessato da un’importante evoluzione in termini di mutamento sociale: il settore di protezione umanitaria dei richiedenti asilo.
Il diritto di asilo in Italia ha incontrato un’importante innovazione legislativa a partire dal decreto 251/2007 e dal successivo 25/2008, i quali, recependo le importanti direttive comunitarie n. 2005/85CE e 2004/83/CE, hanno per la prima volta introdotto nel nostro sistema legale un diritto di asilo “autonomo”. Fino alla legge Bossi-Fini, infatti, il diritto di asilo era regolato esclusivamente come appendice delle leggi sull'immigrazione.
Nell'esperienza dei richiedenti asilo, in termini di carriera morale, un ruolo fondamentale è giocato dalla finestra temporale interstiziale che passa dalla uscita da queste istituzioni al riconoscimento o misconoscimento di uno status legalmente accettato per i migranti stessi. Questo passaggio è caratterizzato da alta incertezza e da condizioni di vita spesso precarie e disagiate, a cui, per l'appunto, le istituzioni devono offrire un sistema di protezione adeguato agli standard europei e internazionali dei diritti umani del richiedente asilo.
Questo periodo rappresenta una fase di ricostruzione dell'esperienza, di risocializzazione, una sorta di epifania identitaria (Denzin, 1989) per una persona che giunge nel nostro territorio dopo aver affrontato persecuzioni, violenze, torture e altre vessazioni tali da renderlo altamente vulnerabile. In questo periodo, prevalentemente orientato alla costruzione di una narrazione del sé nel ruolo di rifugiato credibile ed efficace in vista dell'audizione e del successivo giudizio presso le Commissioni Territoriali, è possibile ipotizzare che le istituzioni residenziali giochino un ruolo fondamentale.
Di particolare interesse, in Italia sono, in tal senso le strutture di permanenza degli SPRAR, introdotte dalla legge n.189/2002 e definite con l'etichetta istituzionale di “Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati”. Si tratta di progetti territoriali di assistenza, realizzati dagli enti locali, in collaborazione con l'amministrazione centrale e in sinergia con enti del terzo settore, volti, non soltanto alla mera accoglienza, ma altresì all’erogazione di una serie di servizi miranti all'integrazione del beneficiario: dalla formazione linguistica, al sostegno psicologico, all'orientamento lavorativo e al reperimento di un alloggio. Per quanto il loro ruolo non sia ancora molto conosciuto, essi hanno assunto grande rilevanza negli ultimi anni, venendo a costituire un elemento centrale del sistema corrente di protezione dei richiedenti asilo.
Esistono quindi, per gli SPRAR elementi di novità istituzionali e di chiara rilevanza sul piano psicosociale. Inoltre, l'interesse che spinge la nostra ricerca a concentrarsi su questo nuovo modello di istituzioni residenziali, riguarda anche un terzo fattore: la particolare forma di governance, compartecipata e multilivello che le ispira. In tal senso, esse sono rappresentative di una tendenza al localismo tipica del sistema di governance dei fenomeni migratori in Italia (Ambrosini, 2005).
Infine, va sottolineato come queste strutture sembrino andare verso un modello orientato allo sviluppo della soggettività degli internati, alla ricostruzione dei legami sociali, alla integrazione socio-lavorativa e linguistica nel territorio, allo svilupparsi di rapporti fiduciari significativi fra il personale operante e i beneficiari in essi residenti. Tutti elementi che insieme sembrano correggere gli aspetti di mortificazione del sé, tipici delle strutture di ritenzione.
Per questo insieme di motivi, gli SPRAR possono costituire un caso studio ideale per individuare i mutamenti che si profilano, a livello istituzionale, nella governance delle migrazioni in Italia e le ricaduta sui percorsi biografici di coloro che vi transitano, con le relative questioni di genere. In tal senso, la presente ricerca si propone di studiare, in forma esplorativa, le forme di governance e il ruolo degli SPRAR nella costruzione narrativa dell'identità di rifugiato/richiedente asilo dei beneficiari, con attenzione alla cultura dei generi. Considerata la research question che ispira il progetto, riteniamo il metodo etnografico-qualitativo come il più adatto per lo studio dell'oggetto di ricerca (Gobo, 2001). Al fine di permettere un’ampia e approfondita conoscenza del campo di studio, faremo ricorso a un set misto di tecniche di raccolta dati, contenente sia osservazioni sul campo sia interviste in profondità. Il punto di vista teorico è quello della psicologia sociale di ispirazione relazionale e culturale, integrata con gli apporti offerti dalla psicologia della salute e del benessere.