Progetti di ricerca

Body-Mind and Spiritualities: pratiche di soggettivazione o di resistenza?

Tipologia finanziamento Istituzionale

Ambito disciplinare Sociologia

Ente Finanziatore ATENEO - Attività di Ricerca Istituzionali (EX 60%)

Data avvio: 30 September 2013

Data termine: 30 September 2016

Durata:

Abstract:

È percezione diffusa che un numero sempre crescente di donne (in maggioranza) e uomini si avvicinino a pratiche che - tra le varie denominazioni esistenti in letteratura - definiamo, per ora, come body-mind spiritualities. Molte sono le “offerte” di esperienze/attività in questo ambito, che potremmo convenzionalmente denominare come appartenenti al genere della ricerca di un ben-essere (Well-Being, Heelas 2005) variamente declinabile, nel contesto della crisi e-o frammentazione di significati individualmente operativizzabili nella vita sociale della tarda modernità. Per questa indagine, scelgo di esplorare quelle pratiche che si collocano esplicitamente nel campo delle esperienze che integrano “inscindibilmente” corpo-mente, situate all’interno di un dispositivo (disciplinare) che trova fondamento in filosofie e tradizioni orientali. “Sapienze” millenarie che sono vive e rinnovate, tuttora oggetto di riattualizzazioni tramite un sempre più fitto network di studiosi, di centri (più o meno formalizzati) dedicati all’insegnamento-pratica (anche questo è binomio indivisibile), gestiti da allievi di “maestri” (trasmettitori di una specifica tradizione) e con la partecipazione ciclica dei maestri medesimi o di altri esponenti di rilievo (in occasione di ritiri, di seminari di approfondimento tematico, ecc.). Gli stessi responsabili occidentali di tali network si interrogano sull’aumento di persone che frequentano le loro pratiche-attività, e soprattutto dal fatto che siano sempre più giovani e giovani adulti (tra i 17 e i 34 anni) coloro che partecipano a “corsi” e-o a seminari, notando un cambiamento “qualitativo” nelle motivazioni. Le pratiche scelte come oggetto della ricerca sono quelle riferibili in una prima fase alla disciplina dello Yoga. L’interesse a condurre tale indagine nasce dall’attenzione dedicata in questi anni alla comprensione delle conseguenze -dal punto di vista sociologico ma con riferimenti teorici interdisciplinari- dei mutamenti nella società contemporanea del rapporto individuo-cultura-società, con specifica attenzione, nella ricerca, all’emersione di nuove espressioni di “soggettività” sociali con esiti, per capacità o potenzialità, sulla qualità e sull’orientamento culturale della vita sociale. In particolare esploro questi temi attraverso l’osservazione e l’analisi delle motivazioni individuali e delle dinamiche relazionali e comunicative all’interno di pratiche sociali organizzate, situandole nei percorsi biografici (in una prospettiva sincronica e diacronica). Tali percorsi sono rivelatori della costruzione sociale quotidiana dei significati e delle strategie esistenziali nei contesti sociali della vita quotidiana, nei mondi di vita degli individui, dello svolgersi di quel processo di individuazione che ciascuno deve compiere in (relativa) solitudine, in un contesto sociale carente di dispositivi di supporto (disfacimento e inadeguatezza delle istituzioni) e nella crisi dei sistemi socio-simbolici tradizionali. Lo strumento di indagine prescelto è quello delle narrazioni biografiche di donne e uomini che insegnano o praticano la disciplina da almeno 3 anni. Ipotesi: le attività olistiche, in particolare quelle faccia-a-faccia, possono facilitare una “corrente” di esperienze significative (meaningful) che fluiscono nelle vite dei partecipanti imbevendone la prospettiva sulla vita e i suoi valori, e offrire risorse necessarie nella tensione alla soggettivazione.