Progetti di ricerca

La relazione tra religiosità e pregiudizio

Tipologia finanziamento Istituzionale

Ambito disciplinare Psicologia Applicata

Ente Finanziatore ATENEO - Attività di Ricerca Istituzionali (EX 60%)

Data avvio: 30 September 2013

Data termine: 30 September 2016

Durata:

Abstract:

Il paradosso della relazione tra religiosità e pregiudizio è espresso da Allport nella frase “la religione crea e disfa il pregiudizio”. Se infatti è indubbio che le religioni del mondo promuovano valori di tolleranza e altruismo, è altrettanto vero che la religione può essere la base per l’espressione di pregiudizi. Il primo tentativo di risolvere questo paradosso è stato elaborato da Allport e Ross (1967), che hanno proposto la distinzione tra orientamento religioso intrinseco ed estrinseco. L’orientamento intrinseco si basa su una dimensione interiore: la religione è un fine in se stessa e viene portata in tutti gli aspetti della vita individuale. Questo orientamento dovrebbe essere associato alla tolleranza e all’altruismo. L’orientamento estrinseco, invece, è legato ad una dimensione esteriore, strumentale; la religione è usata, è un mezzo per raggiungere altri scopi. Secondo Allport, è questo orientamento a costituire il lato oscuro della religione, legato a pregiudizi e intolleranza.
Successivamente, Batson et al. (1993) hanno proposto un terzo orientamento, chiamato quest, caratterizzato dall’accettazione di dubbi religiosi e dalla visione della religione come percorso spirituale. L’orientamento quest è opposto al fondamentalismo religioso, in cui le verità dogmatiche sono accettate in modo acritico.
Hunsberger e Jackson (2005) hanno considerato la relazione tra questi diversi orientamenti religiosi e il pregiudizio, analizzando 15 studi pubblicati tra il 1990 e il 2003. I risultati mostrano che il fondamentalismo e l'orientamento estrinseco sono legati ad un aumento del pregiudizio, mentre per l’orientamento quest si osservano risultati opposti. I risultati più complessi si hanno per l’orientamento intrinseco, che in alcuni casi riduce il pregiudizio, mentre in altri lo aumenta.
Questo andamento incostante è, secondo Hunsberger e Jackson, dovuto ad una variabile di moderazione: la proscrizione percepita, ovvero la percezione che il pregiudizio verso un determinato gruppo sia proibito o meno dalla propria religione. Se il pregiudizio è accettato o incoraggiato, l’orientamento intrinseco dovrebbe aumentare il pregiudizio; se invece il pregiudizio è condannato e proibito, l’orientamento intrinseco dovrebbe ridurlo.
Gli obiettivi del programma di ricerca sono:
1) Considerare la distinzione tra i diversi orientamenti religiosi - intrinseco, estrinseco, quest e fondamentalismo - e la loro relazione con il pregiudizio.
2) Analizzare il ruolo moderatore, nella relazione tra orientamento intrinseco e pregiudizio, della proscrizione percepita.
Verranno condotti due studi con partecipanti cattolici, indagando il pregiudizio verso gli omosessuali (Studio 1) e verso diversi gruppi target, caratterizzati da differenti livelli di proscrizione percepita (Studio 2).
Come misura degli orientamenti religiosi si utilizzeranno item tratti dalla Religious Orientation Scale (Allport & Ross, 1967) e dal Religious Life Inventory (Batson et al., 1993). Verranno inoltre utilizzate scale di atteggiamento e di pregiudizio, quali il differenziale semantico e il "feeling thermometer".
I dati raccolti saranno analizzati mediante tecniche multivariate.