Progetti di ricerca

Processi formativi e valutativi in prospettiva "Student Voice": le esperienze emergenti in Italia nel quadro della ricerca internazionale.

Tipologia finanziamento Istituzionale

Ambito disciplinare Pedagogia

Ente Finanziatore ATENEO - Attività di Ricerca Istituzionali (EX 60%)

Data avvio: 30 September 2013

Data termine: 30 September 2016

Durata:

Abstract:

Il progetto s’inserisce all’interno del panorama teorico e delle pratiche sviluppate nell’ambito della prospettiva “Student Voice” (Czerniawski & Kidd, 2011; Fielding, 2004; 2012; Flutter & Rudduck, 2004; Rudduck & McIntyre, 2007), ampiamente diffusa in molti paesi, ma ancora poco conosciuta in Italia. Essa nasce quando, fin dagli inizi del 1990, ricercatori in ambito educativo dimostrano come bambini e ragazzi, protagonisti della vita scolastica quotidiana, siano in grado di compiere importanti riflessioni e offrire significative informazioni su insegnamento e apprendimento, e come essi dunque possano rappresentare “voci” alle quali insegnanti e decisori politici debbano porre ascolto in relazione alle proprie azioni (Cook-Sather, 2009). Il richiamo che ne deriva è quello di legittimare le prospettive degli studenti, in funzione dei diversi contributi che essi possono dare al miglioramento delle attuali pratiche educative, alla riformulazione dei progetti di riforma, all’enunciazione degli impegni di rinnovamento non ancora intrapresi. La necessità di coinvolgere gli studenti nei processi decisionali che li riguardano è stata recentemente ribadita anche dal Consiglio d’Europa attraverso la Raccomandazione (Rec. 2012) a favore degli Under 18. Tale documento evidenzia che: “Il diritto di essere ascoltato e preso sul serio è fondamentale per la dignità umana e il sano sviluppo di ogni bambino e giovane” e sottolinea l’importanza di: “Stabilire la partecipazione attiva dei bambini e dei giovani in tutti gli aspetti della vita scolastica, in particolare attraverso metodi formali e non formali affinché influenzino l'insegnamento e le pratiche di apprendimento e l'ambiente scolastico, e attraverso l'integrazione dei consigli degli alunni delle scuole superiori nel governo della comunità scolastica”. Tale indicazione diventa un imperativo, se si riflette sul fatto che, fin dall’avvento dell’educazione formale nei vari paesi, i sistemi educativi e le riforme che li riguardano si siano fondati su “visioni adulte” e, come afferma Cook-Sather (2002, p. 3), c’è «qualcosa di fondamentalmente sbagliato nel costruire e ricostruire un intero sistema senza mai richiedere il parere di coloro per i quali il sistema verosimilmente è progettato. L’inefficacia di questo approccio si rende sempre più evidente man mano che ci muoviamo all’interno del 21°esimo secolo […]. È giunto il tempo di considerare gli studenti fra coloro che godono dell’autorità per partecipare sia all’analisi critica che alle riforme dell’educazione». In una prospettiva “organizzativa” la letteratura mette inoltre in evidenza che «Nelle organizzazioni democratiche, così come in ogni organismo guidato da una leadership trasparente e genuina […], le forme organizzative non possano realizzarsi semplicemente come processi “dall’alto in basso”, ma piuttosto come forme di impegno e coinvolgimento di tutti i partecipanti […] sulla collaborazione relazionale e sui processi partecipativi (Angus, 2006, p. 372). In questo frame teorico, il progetto intende indagare la possibilità di rendere gli studenti maggiormente partecipi e responsabili nei contesti scolastici, focalizzando in particolare l’attenzione sui processi di valutazione del sistema scolastico. Nell’ultimo decennio il nostro Paese sta compiendo sforzi significativi per la costruzione di un sistema di valutazione nazionale. Accanto alla valutazione esterna valued-added delle scuole, effettuata attraverso prove standardizzate di performance, l’INValSI e l’INDIRE stanno sviluppando nuovi modelli per la promozione di percorsi di valutazione/autovalutazione e miglioramento della qualità della scuola, quali i progetti ‘Valsis’ e ‘Valutazione e Miglioramento’. All’interno di questi progetti, tuttavia, non è ancora debitamente considerata e valorizzata la prospettiva degli studenti e le loro idee di qualità della scuola. Va rilevato che nel contesto internazionale, un elemento centrale, comune a molti studi sulla valutazione delle scuole è la crescente attenzione posta ai punti di vista degli stakeholder (Cowie, Taylor, Croxford, 2007; Gardner et al., 2010; Harlen, 2008; MacBeath, Swaffield, 2004). In particolare secondo Walford «Uno dei più importanti sviluppi degli ultimi anni nelle ricerche su School Improvement e Effectiveness è rappresentato dal crescente interesse verso prospettive degli studenti» (2002, p. 55). In linea con l’idea espressa, fra gli altri, da Cook-Sather (2002, p. 3) che «Gli studenti rappresentano una prospettiva unica di ciò che succede nelle scuole e nelle classi», il progetto si propone di dare voce a gruppi di studenti di scuola secondaria con lo scopo di: 1) Far emergere la loro idea di “buona scuola”; 2) Individuare degli indicatori di valutazione della scuola a partire dal punto di vista degli studenti 3) Produrre quadri d’azione, in termini di prodotti e processi, attraverso i quali le scuole possano intraprendere azioni di autovalutazione che considerino le prospettive degli studenti. Il progetto intende operare e perseguire risultati a tre livelli: Impatto scientifico: Prendendo vita in seguito all’impegno di “pionieri” quali J. Rudduck, J. Flutter, D. McIntyre e M. Fielding in Inghilterra, R. Holdsworth, P. Thomson e J. Smyth in Australia, B. Levin e J. Courtney in Canada, A. Cook-Sather e D. Mitra in USA, la prospettiva “Student Voice” gode oggi di ampio seguito in molti paesi, con la presenza di una crescente produzione di lavori di ricerca anche in Irlanda del Nord, in Brasile, in Cile , in Pakistan (Fielding, Prieto, 2002; Thiessen, Cook-Sather, 2007). Di fronte a tale diffusione, si ritiene importante conoscerne e implementare gli sviluppi anche in Italia, verificandone le potenzialità per il miglioramento delle pratiche scolastiche. Il progetto PRIN darebbe modo di raggiungere tale obiettivo, permettendo anche al gruppo di ricerca di delineare un proprio spazio e affermare la presenza italiana nell’ambito del movimento pedagogico internazionale. Impatto politico-economico: Alla luce delle innovazioni proposte dagli enti nazionali per la valutazione della scuola, il progetto intende produrre indicazioni teorico-operative e strumenti che integrino quelli ad oggi approntati; mettere quindi tali risorse a disposizione delle scuole. Costruire e incentivare quadri di azione in ambito di valutazione scolastica paiono oggi azioni particolarmente importanti, soprattutto in riferimento alle recenti indagini Istat che rilevano i fenomeni delle ripetenze e dell’abbandono (fenomeni onerosi sia economicamente che socialmente) come non più trascurabili soprattutto nel biennio della scuola secondaria superiore; prevenire tali fenomeni è responsabilità delle istituzioni, migliorando e adeguando la propria qualità. In tali ambiti non può essere ignorato il punto di vista degli studenti, che, come sopra accennato, se saputi ascoltare, possono offrire importanti indicazioni per superare le criticità via via emergenti nel sistema formativo. Impatto sociale: Uno dei problemi particolarmente sentiti nel nostro tempo riguarda lo scarso impegno sociale e il disamore verso l’impegno politico dei giovani.. Tuttavia, se essi non sperimentano reali forme di impegno partecipativo nella scuola, è molto probabile che una volta fuori di essa, non cerchino, o addirittura evitino, le opportunità di partecipazione e di assunzione di responsabilità pubbliche (Fielding, 2012; Kohlberg, 1980; Smith, 2006). La democrazia va vissuta nell’esperienza quotidiana per diventare habitus mentale di ciascuno. Come ha recentemente ribadito anche il Consiglio d’Europa, il punto di vista dei giovani deve essere valorizzato attraverso un loro capillare coinvolgimento nei processi decisionali che li riguardano, primo fra tutti quello dell’istruzione.