Personale docente

Laura Verdi

Professore associato confermato

SPS/08

Indirizzo: PIAZZA CAPITANIATO, 3 - PALAZZO DEL CAPITANIO - PADOVA . . .

Telefono: 0498274322

Fax: 049 827 4719

E-mail: laura.verdi@unipd.it

  • Il Martedi' dalle 15:30 alle 16:30
    presso Studio 14, 2° piano via Cesarotti 10/12
    Gli studenti sono pregati di concordare un ricevimento per e-mail all'indirizzo: laura.verdi@unipd.it

Dopo la maturità classica presso il Liceo Tito Livio di Padova e la Scuola di giornalismo all'Istituto di Scienze Sociali Nicolò Rezzara di Vicenza, Laura Verdi si è laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università di Padova con il massimo dei voti. Ha lavorato presso la Facoltà di Scienze Politiche come Ricercatore con il prof. Acquaviva, occupandosi di Sociologia generale, dell’Arte e della Letteratura. Dal 2002 è Professore Associato di Sociologia presso il Dipartimento FISPPA dell’Università degli Studi di Padova, sezione di Sociologia. Principali ambiti di ricerca: sociologia dei processi culturali (conoscenza, arte, sostenibilità, cultura e rigenerazione urbana, moda, musica, cinema, tradizioni popolari, storia materiale), gestione degli eventi culturali, socio-antropologia, estetica. Membro italiano nel Board dell’ESA (European Sociological Association, Research Network Sociology of the Arts e Sociology of Culture) dal 2005 al 2011. Fa parte di: Network europeo Cultura21(http://www.cultura21.net/dokuwiki/doku.php), AIS (sezione Processi e Istituzioni Culturali), ISA (Research Committee on Sociology of Arts RC37) e CAA (College Art Association, New York). Intrattiene scambi di studio e ricerca con università italiane (Progetti PRIN) e straniere (Lüneburg, Malmö e Gothenburg, Bergen, Lubiana e Cluj-Napoca e Craiova). Ha pubblicato con Sage, Berghahn Books, Berghahn Journals, SSRN Social Science Research Network, Berghahn Journals, VAS Verlag für Akademische Schriften, Taylor & Francis, Feltrinelli, Mattioli, Aracne, Guerini scientifica, Peter Lang, Dedalo, Liguori, Angeli, Mimesis, Cleup ecc.
Nel 2012 ha dato vita al gruppo mediARTeam, che riunisce studiosi di processi culturali e comunicativi con riferimento particolare all’arte in tutte le sue forme e i suoi gradi: dalla musica classica alla musica giovanile, dalla pittura al writing, all’architettura e alla sua sostenibilità fino al cinema e alle fanfiction. Il gruppo opera con collaborazioni internazionali, sia con fondi europei sia con altri tipi di contatto. Dal 2017 fa parte del gruppo di ricerca WHAT che opera all'interno della sezione di Sociologia di Padova. Dal 2012 fa parte del Comitato scientifico della rivista Metis, Cleup, Padova e dal 2014 è membro del Comitato editoriale della Revista Universitara de Sociologie (R.U.S.- ISSN: 1841-6578) dell’Università di Craiova (Romania). Dal 2014 dirige, con Mariselda Tessarolo, la collana di Scienze sociali e cultura della Cleup. Dal luglio 2014 è membro dell’Editorial Board della rivista Social Space, University of Rzeszòw, Poland.
Mantiene scambi Erasmus con le università di Gothenburg, Malmo, Ljubljana, Cluj-Napoca, Azores.





VERDI L. (2016). "Sense, sensibility e la rivincita del Kitsch", in Ragioni e sentimenti, a cura di Marina D'Amato, Roma: RomaTre-Press, pp. 165-175, ISBN: 978-88-97524-90-8.
VERDI L. (2016). "Resistant architectures and arts to build active citizenship", 9th Midterm Conference of the RN-Sociology of the Arts.8th, 9th and 10th September 2016, Porto (Portugal).
VERDI L. (2015). "La polis del futuro", in Futuri, n. 6. Novembre.
VERDI L. (2015). (a cura di). Il corpo al centro. Estetiche, culture, simboli, Padova: cleup.
VERDI L.,(2015). "Etica ed estetica nello spazio urbano. La professione dell’architetto e dell’artista", Collegio degli ingegneri della provincia di Padova [3113718]- 01.01
VERDI L: (2015). "Arts management beyond eventification",KULTURA I SPOLECZENSTWO, pp. 1-19: Stowarzyszenie Naukowe Przestrzeń Społeczna i Środowisko.
VERDI L.,(2015). Cap. 2 L’arte - L’arte prima della sociologia - Dall’oggettività alla negoziazione: arte verso società e comunicazione - La sociologia dell’arte, pp. 207-222, in A. Romeo, (a cura di) Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Roma: Mimesis.
VERDI L.,(2014). SUSTAINABLE URBAN DEVELOPMENT AND NEW PROSPECTS FOR THE ARTS, Cluj-Napoca: Uversitatea Babes-Boliyai RO.[3014510].
VERDI L.,(2014). "Aesthetics in urban space: architecture and art for sustainable cities"[2888298] - 01.01 - PRZESTRZEN SPOLECZNA (Social Space): Wydawca Publisher.
VERDI L., (2013). "Sviluppo urbano sostenibile e nuove prospettive per le arti". METIS, vol. XX n.1, p. 69-83, ISSN: 1592-6311, Padova: cleup.
VERDI L., TESSAROLO M. (2013). "Music and children. Good efforts for good results". In: Crisis, Critique and Change. p. 120-121, Dipartimento di Culture, Politica e Società - Torino: Università degli studi di Torino, 28-31 agosto.
VERDI L., FERRO L., BORDON E., TESSAROLO M. (2012). "La prova dell’arte. Nuove regie e partecipazione pubblica". METIS, Cleup, vol. XIX n.1, p. 109-133, ISSN: 1592-6311
VERDI L. (2013). Social practices and the arts: towards new communicative paradigms of health and illness. In: AA.VV. (a cura di): Conf. univ. dr. Claudiu Marian Bunăiaşu, COMPETENȚE SOCIO-UMANE PENTRU PIAȚA MUNCII. vol. 371.13(063) 316:331(063), p. 201-212, Craiova: Mitropolia Olteniei, ISBN: 9789731794860
VERDI L. (2012). "La finzione necessaria. Per una sociologia dell'immaginari"o. In: a cura di Marina D'Amato. Finzione e mondi possibili. Per una sociologia dell'immaginario. p. 87-103, Padova:libreriauniversitaria.it , ISBN: 9788862921886
VERDI L.(2012). VERDI L., Chapter 6. "The Symbolic Body and the Rhetoric of Power" in IMAGES OF POWER AND THE POWER OF IMAGES Control, Ownership, and Public Space, Edited by Judith Kapferer. In: Judith Kapferer, Penelope Harvey, Miles Glendinning, Don Handelman, Uli Linke, VERDI L., Allen S. Weiss, Dinesan Vadakkiniyil. IMAGES OF POWER AND THE POWER OF IMAGES. Control, Ownership, and Public Space. vol. Volume 7, Space and Place, p. 99-115, Oxford, New York:Berghahn Books, ISBN: 9780857455147
VERDI L.(2012). "Totem e tabù. Arte, immaginario e il primato dello spettacolo". In: a cura di Milena Gammaitoni. Prefazione di Marina D’Amato. Presentazione di M. Tessarolo.. Per una sociologia delle arti. Storia e storie di vita. p. 67-79, PADOVA:cleup, ISBN: 9788861298453

Sociologia dei processi culturali: conoscenza, arte, sostenibilità nell’arte e nella cultura, moda, musica, cinema, tradizioni popolari, storia materiale, socio-antropologia, estetica e problematiche di genere epistemologico. Progettazione e gestione di eventi culturali

L.V. is working in the field of the Sociology of Cultural Processes: arts and knowledge, sustainability in arts and culture, fashion, music, cinema, popular traditions,studies on material culture, social-anthropology, aesthetics and epistemological questions. Planning and management of cultural events.

Tesi in corso in Scienze sociologiche con:
Beatrice Bolzonella
Laura Sansone

AVVISO AGLI STUDENTI DEL CORSO DI GESTIONE DEGLI EVENTI CULTURALI
Il corso ha un'impostazione che privilegia la visione socio-politica e comunicativa degli eventi culturali, ma si considera idealmente collegato (se non propedeutico) al corso di ISTITUZIONI DI ECONOMIA (II semestre), in vista del quale il prof. Rangone terrà una introduzione agli studenti verso la fine del corso di Gestione degli eventi culturali.
Materiali didattici si trovano sulla piattaforma Moodle:
https://elearning.unipd.it/scienzeumane/course/view.php?id=3621


MATERIALE PER GLI STUDENTI DEL CORSO DI SOCIOLOGIA DELLA CULTURA
Programma forte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera:
https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_forte


Il programma forte (strong programme) a volte definito anche sociologia forte, è una variante della sociologia della conoscenza scientifica, concepita negli anni settanta all'Università di Edimburgo dai sociologi David Bloor e Barry Barnes.

Il programma forte cerca di spiegare le origini e lo sviluppo della conoscenza scientifica attraverso fattori sociali e culturali e per questo propone di studiare allo stesso modo le teorie scientifiche, sia quelle "vere" che quelle "false".

Il programma forte nasce come reazione ai precedenti approcci sociologici (programma debole) che restringevano il loro oggetto di studio alle teorie scientifiche false o decadute (per esempio la frenologia). Secondo i precedenti approcci, il fallimento di queste teorie dipendeva dai pregiudizi, dall'impreparazione, dagli interessi economici dei ricercatori. La sociologia non era dunque applicabile, se non in maniera marginale, nel caso delle teorie vincenti perché queste ultime non farebbero altro che svelare una verità naturale.

Al programma forte si attribuisce una grossa influenza sugli studi su scienza e tecnologia[1].



Indice [nascondi]
1 Principi
2 Critiche
3 Note
4 Bibliografia


Principi[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo libro Knowledge and Social Imagery, David Bloor formula i quattro principi chiave del programma forte:
Causalità: il programma forte studia le condizioni (psicologiche, sociali e culturali) all'origine della conoscenza scientifica;
Imparzialità: il programma forte studia allo stesso modo i fallimenti e i successi scientifici, senza privilegiare l'analisi di uno sull'altro;
Simmetria: Ci si deve basare sullo stesso tipo di spiegazioni per analizzare i fallimenti e i successi, e non differenziare fra cause sociali per i primi e cause naturali per i secondi;
riflessività: le stesse regole devono valere anche per il programma forte.

Il programma forte viene a volte denominato scuola di Edimburgo. Esiste comunque anche la scuola di Bath legata a Harry Collins che supporta il principio di simmetria del programma forte, anche se è critico nei confronti della causalità. Dalla scuola di Bath nasce la costruzione sociale della tecnologia (SCOT per Social Construction of Technology), un approccio sviluppato da Trevor Pinch e Wiebe Bijker, che estendono il programma forte alla tecnologia.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Il programma forte sostiene che, nello studio sociale di credenze istituzionalizzate sulla 'verità', risulta poco saggio usare il termine 'verità' come una possibile spiegazione.

Per questa ragione il programma forte ha aderito ad una forma di relativismo radicale.