Personale docente

Giordana Merlo

Ricercatore universitario confermato

M-PED/02

Indirizzo: PIAZZA CAPITANIATO, 3 - PALAZZO DEL CAPITANIO - PADOVA . . .

Telefono: 0498271710

Fax: 049 827 4719

E-mail: giordana.merlo@unipd.it

  • Il Giovedi' dalle 10:00 alle 12:00
    presso via Beato Pellegrino,28 - II piano, studio 106 -
    E' gradita una richiesta di appuntamento via email entro le 12.00 del giorno precedente. Poiché a causa del sovrapporsi di altri impegni istituzionali possono verificarsi dei cambiamenti temporanei di data o di orario, si invitano gli studenti a tenersi informati consultando gli avvisi nella presente pagina.

Ric. Univ. per il settore scientifico disciplinare M-PED/02 presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova dal 7 gennaio 2004, immessa nella fascia dei Ricercatori Confermati a decorrere dal 19 gennaio 2007.
Ha collaborato, in qualità di cultore della materia, dall’a. a.1988/89 fino alla nomina di ricercatore con la Prof.ssa Mirella Chiaranda professore ordinario di Storia della Pedagogia (M-PED/02) presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova. In qualità di cultore della materia ha tenuto diversi seminari di studio e lezioni di Storia della Pedagogia e di Storia della scuola.
Ha conseguito, l’11 Giugno 1993, il titolo di Dottore di Ricerca in Pedagogia e Scienze dell’Educazione con tesi dal titolo “La rappresentazione dell’infanzia nella cultura veneta del primo Ottocento. Saggio storico-pedagogico”. L’interesse è stato rivolto ad un soggetto storico – l’infanzia – guardata all’interno di quella che potremmo definire come la quotidianità di un gruppo umano con le sue intrinseche e molteplici variabili e che ha dato vita ad una microstoria del “non-cosciente collettivo” non disgiunta però da ciò che è identificabile più propriamente come microstoria sociale. Una storia della mentalità, quindi, protesa a far emergere, a partire dalla disamina di un tempo lungo – il primo Ottocento – nonché nell’ottica di un’indagine di lunga durata, la rappresentazione dell’infanzia all’interno della cultura veneta.
Dall’a. a. 1999/2000 al 2002/03 è stata incaricata in qualità di Tutor per la supervisione del tirocinio ed il coordinamento con le altre attività didattiche nell’ambito del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria (Legge n.315 del 3 agosto 1998 e D. M. prot. 33733/BL del 2 dicembre 1998 del Ministero della Pubblica Istruzione).
Negli a.a.2000/01 e 2001/02 le è stato attribuito, in qualità di professore a contratto, l’insegnamento di “Storia della Pedagogia” presso la Facoltà di Scienze della Formazione, corso di laurea in Scienze dell'Educazione, dell’Università degli Studi di Trieste sede di Portogruaro. Nell’a. a.2001/2002 le è stato attribuito, in qualità di professore a contratto, l’insegnamento di “Storia della Pedagogia” presso la Facoltà di Scienze della Formazione, corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, IV anno – indirizzo Scuola per l’infanzia - dell’Università degli Studi di Padova.
Insegnamenti tenuti in qualità di Ric. Univ., Università degli Studi di Padova:
- Storia dell’educazione fisica e dello sport (Scienze Motorie a.a.2004/05-a.a.2012/13 )
- Pedagogia generale ed etica dello sport (Scienze Motorie a.a.2004/05-a.a.2006/07)
- Aspetti storici ed etici dello sport contemporaneo (Specialistica di Scienze Motorie a.a.2005/2006)
- Docenza svolta all’interno del Master: Pedagogista in ambito sociale, penale e di prevenzione alla devianza.
- Storia dell’educazione familiare (Specialistica in Scienze Pedagogiche Università degli Studi di Verona, Facoltà di Scienze della Formazione a.a.2006/2007)
- Storia dell’educazione dell’infanzia (Scienze della Formazione sede di Rovigo a.a.2008/2009-a.a. 2014/15)
- Storia della pedagogia (Scienze della Formazione Primaria a.a.2010/2011)
- Pedagogia della Letteratura per l’infanzia e della Biblioteca scolastica (Magistrale in Scienze della Formazione Primaria a.a 2012/13-a.a.2014/15

Gli ambiti di ricerca dei quali si occupa riguardano:
Storia dell’educazione infanzia:l’interesse è rivolto al riconoscimento della sfera infantile come mondo separato, come categoria concettuale e problema sociale, frutto di un lento processo storico. All’interno dell’evidente relazione esistente tra la storia dell’infanzia e quella delle donne, accomunate entrambe da un secolare destino di invisibilità sociale, riscontrabile non solo nel fatto che gli studi di storia dell’infanzia e quelli di genere sono relativamente recenti, ma anche nel fatto che gli studi di genere devono i loro primi sviluppi all’attenzione che la società ha progressivamente manifestato nei confronti dell’infanzia e della sua tutela si è approfondita la ricerca sulla relazione madre-bambino

Si informano gli studenti che qualora volessero avere informazioni in ordine ai possibili argomenti di tesi devono venire a colloquio con la docente in orario di ricevimento.

AVVERTENZE per tutti i laureandi

Si rammenta che l'art. 23 (Deontologia studentesca) del Regolamento delle carriere degli studenti recita quanto segue: "6. E’ stretto dovere dello studente svolgere la tesi attraverso la propria personale applicazione al tema prescelto, nel pieno rispetto delle norme che regolano il diritto d’autore e la proprietà delle opere d’ingegno di ogni livello. 7.La violazione dei doveri di comportamento previsti dal presente articolo comporta una responsabilità disciplinare".

Il docente NON ha l’obbligo di accettare relazioni finali o parti di esse spedite via mail, di conseguenza non si svolgono via email correzione e/o discussione di relazioni finali o tesi. Il laureando verrà seguito mediante periodici incontri durante l'orario di ricevimento.

Il laureando è tenuto a lasciare in visione al docente solo COPIE dei materiali raccolti e dei testi redatti, conservando gli originali, come prevenzione per furti o smarrimenti.

Il testo, scritto con un word-processor, deve riportare i seguenti dati:
• nome e cognome, numero di telefono, eventuale e-mail.
• titolo completo (anche se provvisorio) della relazione finale.
• indice (anche provvisorio) dell'intero lavoro e bibliografia provvisoria.

Le pagine devono essere numerate e il testo deve essere impaginato in modo da lasciare spazio per correzioni e commenti.

Il relatore, compatibilmente con il carico di relazioni finali, restituisce il testo al laureando e ne discute i contenuti entro 2 settimane. Di norma ogni singolo capitolo viene letto due volte, così da dare allo studente chiare indicazioni su come proseguire nell'impostazione del lavoro e nella revisione (bibliografia, citazioni, note ecc.).

Ogni volta che lo studente ripresenta delle parti della relazione finale è tenuto a consegnare anche la versione precedente, recante le correzioni apportate dal relatore.
La relazione finale viene interamente letta dal docente quando è conclusa, prima della stampa definitiva.

Il laureando è vivamente sollecitato a consegnare materiale il più possibile corretto. A tal fine si suggerisce di rileggere attentamente il proprio lavoro prima di consegnarlo controllando ortografia, sintassi e struttura complessiva del testo (errori banali, periodi lunghi e contorti distraggono e infastidiscono inutilmente il relatore), e, prendendo la prospettiva del lettore, valutando la comprensibilità di quello che si è scritto e l'aderenza a quello che si voleva dire.

Il relatore non è né un co-autore, né un redattore, né un correttore di bozze. Non corregge ogni dettaglio (v. Capitoli in visione) ma cerca di identificare insieme al laureando problemi di tipo contenutistico, o problemi di organizzazione del testo, focalizzandosi su alcuni esempi. Spetta al laureando trarre le conclusioni e adeguare il testo di conseguenza, anche in punti con problemi analoghi che non saranno necessariamente stati indicati.

Si avvisano gli studenti che il ricevimento riprenderà venerdì 01.09.2017 dalle 11.00 alle 13.00.